"Reagire alla sfiducia. Agire il cambiamento" - 3° Congresso Provinciale Arci
Sabato 10 Aprile 2010,
giornata intera
Luca
Muchetti
Arci Cremona ha diffuso il Documento Congressuale Nazionale (si può scaricare in calce a questa news, in formato PDF). Oggi invita tutti i soggetti interessati al 3° congresso provinciale Arci Cremona, previsto per sabato 10 aprile alle ore 9.30 presso il centro "Luogocomune" di Via Cesare Speciano 4 a Cremona.
Ecco la lettera di Maurizio Mele, presidente Arci Cremona, rivolta a alle aggregazioni informali e ai gruppi di base, alle associazioni, alle organizzazioni di volontariato, alle cooperative sociali, alle organizzazioni sociali del mondo del lavoro; della formazione e del sapere, della cultura, dell'espressività e della comunicazione; della solidarietà, dell'accoglienza e della condivisione; della partecipazione e dell'impegno civile, alle organizzazioni di coordinamento, rappresentanza e servizio del terzo settore, alle reti comunitarie della società civile, della cittadinanza attiva e dei nuovi movimenti sociali, alle forze politiche democratiche, ai servizi sociali e culturali del territorio, agli enti e alle istituzioni locali.
«Care Amiche, Cari Amici,
come forse saprete, ARCI - associazione nazionale di promozione sociale, della cultura, della solidarietà e della pace, è impegnata in questi mesi nel proprio percorso congressuale.
Una rete associativa diffusa nel territorio e radicata nella società, articolata nelle sue forme di vita comunitaria e plurale nei suoi ambiti di attività, fondata sull'auto-organizzazione sociale e sulla cittadinanza attiva, sull'impegno e sulla passione dei suoi volontari, dei suoi attivisti, dei suoi operatori, dei suoi soci. In continua evoluzione e trasformazione, superati i suoi primi 50 anni di vita, il movimento associativo Arci costituisce la più grande rete italiana ed europea della società civile democratica con 1.100.000 cittadini associati in 6.000 circoli e associazioni di base e organizzati in 120 comitati territoriali.
Questo Congresso giunge a compimento di un percorso impegnativo e complesso di profondo rinnovamento, avviato nel 1997 con il progetto della "Nuova Associazione" Arci: recuperare l'ispirazione più profonda delle nostre antiche radici solidali e libertarie del Novecento, cimentarla nelle contraddizioni della complessità del presente, proiettarla nella costruzione della liberazione di futuro. Con la volontà di ripensare e rifondare le nostre stesse ragioni d'essere in una società attraversata da trasformazioni sconvolgenti e ambivalenti, da inedite opportunità di emancipazione come da nuovi meccanismi di oppressione.
Dentro questi scenari, abbiamo scelto di costruire una Nuova Arci cominciando a ricercare una nuova comprensione dei processi a partire dal praticare i percorsi della realtà; a scegliere nuove funzioni a partire dall'ascolto dei bisogni e dalla condivisione delle aspirazioni; a sperimentare nuovi ruoli a partire dalla constatazione dei vuoti che si sono aperti e delle domande rimaste inascoltate, dalla consapevolezza critica della desertificazione sociale e dello scontro di civiltà prodotti dalla globalizzazione neoliberista e alimentati dalla guerra permanente e dalla determinatazione di resistervi nella volontà di costruire dal basso alternative di senso e di vita.
Chiave strategica di questo percorso è per noi il continuo confronto con le condizioni e le convinzioni di una umanità fatta di individui e popoli, di storie e culture, di valori e interessi infinitamente ricchi e plurali; la continua ricerca di contaminazioni e condivisioni con i mondi vitali di una nuova società civile planetaria fatta di persone e gruppi, comunità e reti irriducibili all'omologazione e alla mercificazione; il quotidiano percorso di un cammino comune dentro i nuovi movimenti sociali globali con i milioni di individui e le migliaia di organizzazioni dei forum sociali mondiali e delle coalizioni internazionali per la pace, i diritti umani, l'ambiente, da Porto Alegre ad Assisi.
In questi anni, anche nella nostra città e nella nostra provincia, ci siamo incontrati con Voi come con tante e tanti altri da noi. Condividendo magari solo qualche momento o invece percorrendo insieme un intero cammino. Manifestandoci solo occasionalmente riconoscimento e sostegno o costruendo insieme una nuova esperienza. Aderendo a una campagna, partecipando a un servizio o collaborando a un progetto.
Insieme, uniti e diversi. Contro ogni indifferenza, attraverso ogni barriera, oltre ogni steccato.
Partigiani appassionati delle nostre ragioni quanto ricercatori curiosi e sensibili di quelle altrui.
Interpreti rigorosi delle nostre coerenze, consapevoli delle nostre contraddizioni, quanto promotori determinati del dialogo plurale.
Liberi protagonisti di auto-organizzazione quanto pazienti costruttori di reti unitarie. Convinti come siamo che solo l'incontro, la conoscenza, il confronto e la condivisione - nella collaborazione attiva come nel conflitto costruttivo - costituiscano il motore del progresso civile.
In questo quadro, lungo questo percorso, verso questa prospettiva oggi siamo onorati di invitarvi a partecipare al nostro 3° Congresso Provinciale.
Come meglio riterrete. Osservandolo con discrezione o invadendolo polemicamente... comunque - speriamo - portando un contributo dialettico, interessandovi al nostro essere-dire-fare, considerando la nostra elaborazione ed esperienza, confrontandovi con noi, partecipando al nostro dibattito. Noi ve lo proponiamo apertamente, ve lo chiediamo tenacemente, ci contiamo sinceramente. Ne abbiamo voglia e ne abbiamo bisogno. Perchè tutti teniamo sinceramente alla nostra identità, ma la viviamo veramente solo cimentandola con le altre...
Vi inviamo in allegato il nostro Documento Congressuale Nazionale sperando che abbiate la pazienza di consultarlo.
Ma soprattutto Vi preghiamo di voler partecipare - regalandoci un Vostro contributo dialettico - al nostro prossimo congresso provinciale
Seguirà a breve l'invìo dell'invito "ufficiale" con il Programma dettagliato dei lavori della giornata.
Ringraziandovi per l'attenzione,
cogliamo l'occasione per inviarvi il nostro saluto fraterno».