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Venerdì 15 Gennaio 2010

News Associazioni

Convegno su Don Mazzolari

News Associazioni
Venerdì 15 Gennaio 2010, giornata intera
Luca Muchetti
Venerdì 15 gennaio alle 21.00 nella Sala Grossi del Centro Pastorale di Cremona è presvisto il convegno "La guerra giusta, i pacifismi e l'impegno non violento: dall'esperienza di Mazzolari al Nobel di Obama”. In questa occasione verrà presentato il libro "Scritti sulla pace e sulla guerra", edizione critica a cura di Guido Formigoni e Massimo De Giuseppe.  Quest'ultimo, docente allo Iulm e all'Università di Bologna - sarà anche il principale relatore della serata dopo l'introduzione di don Bruno Bignami, teologo e presidente della Fondazione Mazzolari e di Mario Gnocchi, presidente nazionale SAE. L’incontro è promosso dal Forum per la Pace e il Diritto dei Popoli (formato da esponenti delle ACLI, Pax Christi, Movimento Federalista Europeo).
Il malanno nazionalista
( Adesso, 15 ottobre 1955)


“Il senso dell’umana solidarietà e della cristiana fraternità, il solo che possa frenare gli egoismi nazionali, razziali…ha raggiunto con fatica il linguaggio dei diplomatici e l’aspirazione degli umili, ma tanto nei primi come nei secondi è rimasto in agguato il verme del particolarismo, che passa sotto il nome di “ onore nazionale”.
Finchè all’ONU si fa dell’accademia oppure si trattano i problemi degli assenti o degli ultimi, la bonaccia dura: appena si prende nota o si affaccia all’ordine del giorno un problema concreto di questo o quel membro influente, l’orgoglio nazionale insorge violentemente con tali colpi di scena che ci lasciano assai perplessi sul destino del mondo.
L’Algeria e il resto dell’Africa francese sono guai e problemi della Francia, ma siccome le reazioni, giuste o meno, del mondo arabo-musulmano, possono mettere in pericolo la pace del mondo, l’ONU che ha cura di essa, non può star a guardare con le mani in tasca.
Ascoltare un parere anche se non richiesto, ragionare insieme…non è un attentato alla dignità e all’onore nazionale. L’orgoglio e l’onore mal inteso hanno sempre dato fuoco alle polveriere.

Bisogna dire che noi occidentali ce l’abbiamo nel sangue il malanno nazionalistico, che storia, leggenda, letteratura portano a un livello eroico, che incanta persino gli uomini di religione.

Nessuno vuole la guerra, non tutti però vogliono o riescono a liberarsi dell’uomo vecchio, che macina la guerra al mulino nazionalistico, che maschera gli egoismi e gli interessi più sporchi.

Noi ci sentiamo italiani, all’Italia noi vogliamo bene: ma la Patria non è un idolo per noi, e neanche il primo dei beni, né sta al di sopra della Pace, molto meno contro la Pace.
Gli italiani sono uomini, ma pure il mondo è abitato, ovunque da uomini: gli italiani sono nostri fratelli, ma pur gli altri uomini, ovunque stiano e comunque parlino e preghino, sono nostri fratelli: un po’ più lontani ma ugualmente figli del Padre che abbiamo nei cieli, e nostro prossimo anch’essi.
 
Per un vacuo orgoglio, per soddisfare un puntiglio o uno sdegno, per ritorcere un affronto vero o immaginario, per una gloria che nei secoli gronda sangue da ogni parte, nessuno ha il diritto di spezzare la solidarietà umana e la cristiana fraternità.

Ogni applauso a simili gesti, è un applauso alla guerra.
Anche a costo di apparire “disfattisti”, noi rimaniamo ostinatamente alla opposizione di fronte a questo patriottismo di bassa lega: su questo mercato delle vecchie vanità diplomatiche e militari non abbiamo nessun baratto da fare. Noi ci teniamo la nostra ostinazione, la pace, che vale più di ogni decorazione.”

Primo  Mazzolari

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