Momento di transizione per il Cisvol, quello che segna il passaggio fra la presidenza di Gigi Cappellini e il rinnovo degli organi sociali fra la crisi subita e quella ancora da affrontare. Prima di passare le consegne il presidente del Cisvol ha voluto ribadire, in occasione dell'Assemblea ordinaria che si è tenuta venerdì 30 aprile, alcuni passaggi fondamentali della storia e delle vicissitudini legate a questo momento difficile per il Centro Informazioni e Servizi per il Volontariato.
«I centri servizi per il volontariato, che in Italia sono un’ottantina, hanno sempre goduto della grande novità della legge del ‘91 che imponeva alle fondazioni di origine bancaria di devolvere un quindicesimo dei fondi a sostegno del volontariato. Ora l’articolo 15 è messo in discussione. In Lombardia godevamo di possibilità fino a  10-11 milioni di euro che si potevano investire anche in progettazione sociale come ad esempio il progetto confidi “In volo” gestito da Banca Prossima, i Bandi Volontariato coesione sociale 2008 e la progettualità legata agli amministratori di sostegno. Dalla fine del 2009 eravamo già allertati della grave crisi che si stava abbattendo sui centri servizio a partire da quelli della Lombardia, la regione più attiva nel campo del volontariato. Nulla lasciava pensare però che si stava andando incontro a un mezzo baratro: da una riduzione prevista del 25%, siamo stati messi di fronte a tagli del 50%. Sono 5 i Centri Servizi (compreso il Cisvol) che hanno attivato la cassa integrazione dopo la quale non si conoscono gli esiti... Questo sistema, che ha dato molto ed è stato sempre riconosciuto, viene penalizzato da profonde riduzioni. Neanche Marchionne...., amministratore delegato della Fiat, riuscirebbe a gestire questa situazione. Possiamo sperare in un tavolo nazionale fra Forum Nazionale, ACRI, Co.Ge. e Csv Net, per vedere di trovare un compromesso per affrontare il 2011 con una sufficiente tranquillità anche se le prospettive non sono comunque le migliori».
 
Ha poi proseguito Cappellini con una nota d’amarezza «Il Co.Ge. (Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia), che avrebbe dovuto fare i controlli nei Centri ogni anno, non sempre ha assicurato la tranquillità necessaria: ha fatto richieste di dati insistenti, con un atteggiamento ragionieristico che non sempre ha tenuto conto del lavoro culturale, relazionale e progettuale dei centri di servizio. Alle riunioni si parla solo di cifre, non si parla di prospettive che aprano alla sufficienza e alla tranquillità dei futuri dirigenti. Noi siamo dirigenti volontari con responsabilità patrimoniali e senza personalità giuridica». 
 
Cappellini è poi passato ad illustrare i passi che il Cisvol intende attuare prima della sua uscita di scena prevista per giugno, a partire dalla delicata operazione di variazione dello Statuto; altri passi fondamentali sarebbero da realizzare per il Centro Studi (scioltosi recentemente) e per il Forum Provinciale del Terzo Settore.
 
«Siamo legati ad un bando del Co.Ge, in pratica siamo ente gestore di un centro servizi per il volontariato; pensiamo di andare a rafforzare le attività del Cisvol che, in quanto associazione, può fare anche altro. Vogliamo valorizzare dieci anni di esperienza acquisita; andremo a rafforzare lo Statuto perché si possa fare un’attività consulenziale a 360° a favore degli enti locali e alle Associazioni del Terzo Settore, mettendo i servizi a pagamento».
 

Testo e fotografie a cura di Silvia De Donno, articolo tratto da "La Vita Cattolica" del 6 maggio 2010