Negli scorsi giorni, tramite le testate d'informazione locale, abbiamo letto e ascoltato le reazioni di cittadini, volontari e rappresentanti del mondo della politica circa i pesanti tagli sui fondi destinati alle attività del Cisvol. Per questo ringraziamo tutti coloro che hanno manifestato interesse, sostegno e sincera preoccupazione per la grave situazione venutasi a delineare. La scelta delle fondazioni bancarie di diminuire i fondi è un'opzione contemplata dalla legge 266 del 1991: esse sono infatti tenute a versare un quindicesimo dei propri utili al mondo del volontariato sotto forma di servizi e accompagnamento. Gli utili sono sottoposti a variazioni, di certo non esenti dall'ultima grande crisi finanziaria. Ciò, purtroppo, non cambia il fatto che un calo così drastico dei fondi erogati al Cisvol costituisca un durissimo colpo alla garanzia dei servizi e all'assistenza offerta fin qui ad associazioni di volontariato e al mondo del Terzo settore... (leggi il resto)



Il Cisvol, d'altro canto, si è sempre mosso sulla base della richieste manifestate dal volontariato della provincia di Cremona e nella piena e cosciente considerazione dei fondi a propria disposizione: il  personale (oggi  interamente in cassa integrazione e sottoposto a una grave situazione di precarietà) è stato assunto con l'idea di praticare un investimento ben meditato e non casuale. Tutti gli operatori del centro servizi presenti nella sede di Cremona e nelle delegazioni di Crema e Casalmaggiore sono stati scelti infatti sulla scorta dell'alta e sempre crescente domanda di assistenza manifestata dalle associazioni di volontariato.

Il Centro servizi rimane aperto a qualsiasi proposta di confronto e dialogo con istituzioni, enti, associazioni, volontari e cittadini per cercare di ovviare a una crisi che rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti al volontariato e che colpisce, innanzi tutto, il volontariato stesso.
 
Il presidente del Cisvol
Gigi Cappellini